Benvenuti

C'è una verità che spesso dimentichiamo: la vita sul nostro pianeta non può fare a meno degli alberi, della loro capacità straordinaria di nutrire la vita, di riportare equilibrio e armonia dove noi portiamo confusione e inquinamento. Gli alberi sono indispensabili, non solo perché respiriamo grazie a loro, ma anche perché possiedono una sorta di antica saggezza che possiamo apprendere osservandoli e imparando, per quanto possiamo, a imitarli.



Questo è il tema del mio libro ALBERI, ed è anche il tema di questo blog. Sarò felice di leggere i vostri commenti su questo e su tutto quanto riguarda queste straordinarie creature e il nostro rapporto con loro.



Lilly Cacace Rajola



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Visualizzazione post con etichetta alberi monumentali. Mostra tutti i post
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mercoledì 29 gennaio 2020

Un mese, un anno... o più

Ho lasciato sedimentare a lungo le emozioni prima di scrivere questo post per raccontare "Un mese per gli alberi".
Un mese intero dedicato agli alberi... ci pensavo da tempo. Perché non basta festeggiarli un giorno, magari anche piantandone qualcuno, e poi lasciare che per il resto dell’anno nessuno ci pensi.
Già, ma un mese intero... roba da far tremare i polsi! Come lo riempi un mese di iniziative, per tenere alta l’attenzione sugli alberi, su quello che sono, sull’importanza crescente che hanno per noi umani e per la nostra vita...?
E poi invece è andata. Quando ho accennato l’idea a Isabella Marino -mia amica e vicepresidente dell’Associazione Gli alberi e noi, nonché valente giornalista- la sua risposta è stata semplice: “Sì. Facciamolo”. Senza un attimo di esitazione. Ci aveva pensato anche lei e aspettava solo un po’ di incoraggiamento.
Di qui a coinvolgere prima la nostra associazione e poi le altre, è stato un attimo. E le idee si sono infilate una dietro l’altra come una collana che aspettava solo di essere composta. Istituzioni pubbliche e private, semplici cittadini pronti a dare una mano. Il programma ha preso forma in meno di un mese. Giusto in tempo perché novembre era alle porte e bisognava iniziare. Perché non puoi scegliere un mese qualunque per esortare la gente a piantare alberi e a prendersene cura. Novembre e dicembre sono i mesi migliori se vuoi piantare un albero, le piogge lo aiuteranno a radicare e in primavera, alla ripresa vegetativa, si sarà già ambientato nella sua nuova casa. Perché gli alberi, si sa, sono sedentari.
Abbiamo dato il via il 13 novembre... e sono subito cominciati anche  le difficoltà, gli ostacoli, gli imprevisti più strani. E ogni volta c’era qualcuno o qualcosa che aiutava, risolveva, sosteneva. Così si sono inanellate iniziative culturali e di volontariato, e siamo arrivati alla fine del percorso, e ancora non ci credo.
Bellissimi gli incontri alla Biblioteca Antoniana di Ischia, sia quello sul verde dell’isola verde con Giuseppe Sollino e Franco Mattera, agronomi e profondi conoscitori dell'ambiente isolano; sia quello sugli alberi in città con Alessandra Vinciguerra, che dirige i bellissimi Giardini La Mortella ma è anche un'arboricultrice a tutto tondo, di grande esperienza e competenza.
 
Bello oltre ogni dire quello con Pietro Maroè, arbonauta e autore di due bellissimi libri: La timidezza delle chiome e L’azzurro infinito degli alberi. Pietro cura gli alberi salendoci sopra, arrampicandosi fino ad altezze incredibili per risanare o proteggere giganti verdi preziosi  senza danneggiarli, potandoli con criterio e rispetto, e ci ha raccontato quale mondo straordinario e affascinante sia un albero. Ha viaggiato più di dodici ore ripartendo il giorno dopo, per regalarci un momento di arricchimento culturale, tecnico ma anche emotivo, straordinario.

Ma ci sono stati anche momenti più fattivi e pratici, come la pulizia del bosco del Cretaio con i ragazzi di PlasticLess, dove abbiamo raccolto un bel po' di robaccia da uno dei luoghi più belli e verdi dell'isola.
 
Con Giuseppe Sollino e Isabella Marino, in un pomeriggio brumoso che sembrava uscito da una leggenda nordica, abbiamo invece scoperto quanto sia magica la Pineta Mirtina, un piccolo parco urbano che racchiude una serie di miracoli e un habitat unico che ne fa un SIC (sito di Interesse Comunitario dell'Unione Europea), dove vivono i rari e protetti Rospi smeraldini e dove si legge nelle rocce e nelle piante la storia di come, su un'arida colata lavica, sia rifiorita la vita.
 
Stefano Sergio Dati, insegnante autore di Voci tra gli alberi ci ha raccontato l'esperienza di uno straordinario laboratorio didattico dove si fa scuola sugli alberi, e ci ha suggerito alcune riflessioni sulla convivenza con queste straordinarie creature, sul fatto che siano gli alberi, e non gli edifici, la vera struttura portante delle città, che non potrebbero esistere senza vegetazione.
Il filosofo Giuseppe D’Acunto nel suo intervento “Fratello albero” ci ha esortati ad abbracciare, materialmente e metaforicamente, gli alberi, imparando prima a "pensarci" come loro amici, e poi a passare dal pensiero all'azione piantandoli e prendendocene cura.
 
Piantare alberi era, in effetti, il punto d'arrivo di tutta l'iniziativa, previsto fin dall'inizio, ma anche qui mille imprevisti: il Comune, che avrebbe dovuto fornire le piante, ha difficoltà a farle arrivare. Ha solo qualche leccio, ma negli ultimi mesi di lecci ne sono stati piantati fin troppi e noi vorremmo un po' di biodiversità. I nostri soci si sguinzagliano per i vivai in cerca di una soluzione. Ne troviamo uno che ci offre a un ottimo prezzo delle querce (Quercus robur). Ne compriamo dieci. Scegliamo come luogo la Pineta degli Atleti, dove la Toumeyella ha ucciso molti pini aprendo dei vuoti che per ora non possono essere riempiti con altri pini perché la malattia li ucciderebbe subito. Le piantiamo nel corso di una bella festa a cui partecipano i bambini piccolissimi della ludoteca adiacente alla pineta. Saranno loro, crescendo, a vedere i baby-alberi diventare grandi e forti.

E' stata dura. Non avevamo risorse, tranne i pochi euro del tesseramento e la generosità dei soci de Gli alberi e noi e di Legambiente Ischia, che ha condiviso con noi le spese per i viaggi dei relatori, per l'acquisto degli alberi, per altre piccole cose. Abbiamo potuto contare sull'ospitalità dell'antica e prestigiosa Biblioteca Comunale Antoniana e sull'attivismo della sua Direttrice. Abbiamo trovato un vivaista disponibile e intelligente che ci ha offerto le piante a prezzo di costo. 
“Un mese per gli alberi”, grazie anche a loro, è una realtà, e gli effetti cominciano a vedersi nella diversa attenzione che i cittadini prestano alle questioni riguardanti gli alberi e  il verde pubblico, nella levata di scudi contro le recenti capitozzature, nelle domande che la gente inizia a porsi. Contemporaneamente ci siamo resi conto che un mese non basta, che bisogna tenere costantemente alta l'attenzione se vogliamo sperare in un cambiamento. Ci daremo da fare ancora. Nel frattempo... Abbiamo gettato un seme, qualcosa crescerà.

sabato 11 agosto 2018

E se tu fossi un albero?


Cosa direbbe un albero se potesse parlare? Cosa penserebbe degli esseri umani?

Esaminare analogie e differenze fra esseri umani e piante, alla ricerca di una visione del mondo che permetta di superare l’antropocentrismo ma soprattutto di guardare al futuro della nostra specie in un’ottica attiva, positiva, rispettosa della Natura e di ogni tipo di diversità, dove la cooperazione prevale sulla competizione e la resilienza mostra la sua grande potenzialità. Imparare non più solo a rispettare gli alberi o a prendersene cura, ma a osservarli, ascoltarli, prendere esempio da loro, fino a “pensare come alberi”. Questa la scommessa di “Se fossi un albero”, un percorso didattico di 120 ore realizzato nel corso di due annualità del POR Scuola Viva, in collaborazione con Legambiente Isola d’Ischia e l’IC “Vincenzo Mennella” di Lacco Ameno.
 
L'albero vecchio e l'albero giovane
 
Esploratori e guide
Abbiamo iniziato lo scorso anno, quando i bambini erano in terza elementare, con un percorso di attività sensoriali, giochi, proiezioni di slide e filmati, animazioni. I bambini hanno scoperto che gli alberi sono sensibili, che cooperano con le altre piante e con gli animali, che sono indispensabili per risanare gli squilibri ecologici e perché sul nostro pianeta continui a esistere la vita. Si sono divertiti a toccare e annusare le piante, a impersonare alberi vecchi e giovani in gara fra loro con l'aiuto di Simone Verde, ad auscultare la linfa che scorreva nei tronchi. Hanno familiarizzato con concetti complessi come quello di catena alimentare e di ciclo produttivo, hanno scoperto le proprietà curative di alcune piante. Con l’aiuto di Francesco Mattera hanno guardato al microscopio le cellule umane e vegetali per scoprirne analogie e differenze. Con EmiliaMastandrea hanno imparato a dire “grazie” e “scusa” a Madre Natura, in una bellissima produzione grafica. In più di una circostanza hanno collaborato con i bimbi del modulo “Siamo tutti assessori all’ambiente” condotto da MariannaLamonica, scoprendo insieme che cura dell’ambiente e cittadinanza attiva sono facce della stessa medaglia.

Grazie/scusa
 
 Il percorso del primo anno si è concluso con una lettera scritta collettivamente a un albero nella bellissima cornice della Pineta Mirtina.
 

La Maga Altea
La Festa dell'Albero
A novembre, prima ancora di riprendere le attività del POR, ci siamo divertiti insieme nella Festa dell’Albero, dove la Maga Altea, interpretata dalla bravissima Alessandra Calabrese, ha ricordato ai bambini le virtù curative di semplici pianticelle come l’alloro, il timo, il rosmarino... che sono poi state piantate nel giardino della scuola con l’aiuto dei volontari di Legambiente.

Poi i bambini hanno scritto un’altra lettera... questa volta da parte degli alberi agli esseri umani. Ecco qui qualche stralcio:

“Cari esseri umani, noi piante vi vogliamo bene ma pensiamo che dovreste stare più attenti”

“È stato emozionante perché avete trascorso la mattinata insieme a noi e ci avete regalato nuovi amici: la Salvia, il Rosmarino, l’Alloro...”

“Noi promettiamo di continuare a regalarvi ossigeno e frutti e a prenderci cura di voi, ma voi dovete promettere di rispettarci come fate per i vostri simili”.

A marzo -in tremendo ritardo a causa delle conseguenze del terremoto accaduto in agosto- le attività sono riprese, con l’aiuto di super-esperti come l’agronomo Giuseppe Sollino che ha parlato degli Alberi Padri, cioè di quegli alberi che oltre al valore naturale ne hanno uno culturale essendo legati a eventi storici o a tradizioni locali, o semplicemente per la loro venerabile età. Successivamente, con il prof. Sollino e con i bambini, con l'aiuto di Maria Orlacchio abbiamo visitato i giardini di Villa Arbusto scoprendo che ospitano tre bellissime magnolie che hanno tutte le caratteristiche per essere inserite nell’elenco degli Alberi Monumentali. Perciò, insieme ai bimbi del modulo “Siamo tutti assessori all’ambiente” abbiamo iniziato il lungo e complesso iter di raccolta dati e segnalazione, compilando insieme una scheda da inviare poi alla Regione Campania. 
Misurando le magnolie

Contemporaneamente con la giornalista Isabella Marino, vicepresidente dell’Associazione Gli alberie noi - Isola Verde, ci siamo occupati delle pinete isolane e delle infestazioni, frutto di cattiva globalizzazione, che ne minacciano la sopravvivenza. Isabella ci ha raccontato come a suo tempo, con l’aiuto di tanti cittadini, fu sconfitta la Marchalina hellenica e come oggi si sta lottando contro la terribile Toumeyella parvicornis. Anche qui cura del verde e cittadinanza attiva si sono intrecciate strettamente e tutti i bambini dei due moduli hanno partecipato con interesse e curiosità.

Julia e la sequoia
Un’altra attività che abbiamo svolto più volte nel corso dei due anni di progetto è stata la lettura di pagine narrative o giornalistiche in tema. Fra le storie dell’anno scorso, quella che più aveva colpito i bambini era la quella di Julia Buttefly Hill, che aveva vissuto per due anni su una sequoia per salvare un bosco dal taglio indiscriminato. Così quest’anno gli abbiamo regalato una bellissima performance in cui Alessandra Calabrese interpretava Julia e MilenaCassano (anche lei bravissima) la sequoia Luna. Hanno assistito e partecipato senza un attimo di distrazione, emozionatissimi.

Fra uscite sul territorio (alla ricerca delle bellezze e delle criticità), proiezione di filmati, brainstorming, giochi, produzioni scritte e grafiche l’anno scolastico è finito, ma non il progetto. Continueremo per tutto il mese di settembre per rinsaldare e rendere duraturo il legame fra questi magnifici bambini e gli alberi. 

Grazie anche a: Assunta Barbieri Annalisa Agnese Caterina Kat Iacono Anniria Punzo
 
 

sabato 4 febbraio 2017

Ischia si mobilita contro la Toumeyella

Ieri sera, presso la Biblioteca Antoniana di Ischia, si è tenuto un incontro informativo sull'infestazione da Toumeyella Parvicornis che sta decimando le pinete storiche dell'isola e che è presente anche in altre parti del territorio campano.
 

L'incontro, organizzato dal Garden Club Ischia, aveva lo scopo di accendere i riflettori su questa emergenza sotto-valutata: la Toumeyella, infatti, porta rapidamente a morte gli alberi attaccati, causando non solo un danno naturalistico, ma anche un grave pericolo per il rischio di caduta delle piante, soprattutto se alla Toumeyella si sommano infestazioni da parassiti "opportunisti" come il blastofago, che attaccano le piante morte o gravemente indebolite.
 

Di grande utilità e spessore i contributi scientifici dei proff. Franco Mattera e Giuseppe Sollino.
Toumeyella Parvicornis
 Mattera ha parlato della Toumeyella, ne ha descritto abitudini e vulnerabilità, ha illustrato il modo in cui attacca le piante ed ha accennato ai possibili rimedi che sono in fase di studio.
Sollino, "memoria storica" della lotta contro un altro terribile parassita, la Marchalina ellenica, ha invece centrato l'attenzione sull'ambiente in cui le piante attaccate vivono, con un interessante sguardo sistemico che ha messo in luce l'interdipendenza fra gli elementi del delicato ecosistema isolano e i danni che possono derivare anche all'ambiente fortemente urbanizzato che circonda le pinete.

Erano presenti all'incontro i rappresentanti di diverse associazioni ambientaliste, che hanno espresso il loro sostegno all'iniziativa del Garden. 
Prossimo passo sarà quello di costituire una rete ambientalista che si occupi da una parte di approfondire il problema interpellando anche gli scienziati che a livello universitario stanno studiando il fenomeno, dall'altra di fare pressione su politici e amministratori locali perché prendano rapidamente delle iniziative. Il mese di marzo, infatti, è il momento in cui la Toumeyella ricomincia a riprodursi dopo la stasi invernale, e a questo punto l'infestazione potrebbe espandersi a macchia d'olio.

martedì 19 gennaio 2016

Epidemie


Mi hanno fatto notare che non ho mai parlato della Xylella, il “batterio killer” (sic) che sta decimando gli ulivi pugliesi. Rimedio facendolo ora.
Quando, nel 2013, cominciarono a girare le prime notizie sull’epidemia, il mio primo pensiero andò a un’altra vicenda, quella degli ulivi secolari trafugati dalle campagne pugliesi per poi venderli come ornamenti da giardino in tutta Italia. Sentivo che c’era qualcosa in comune fra le due storie, ma non sapevo ancora cosa.
Nel frattempo l’epidemia si è estesa e ne è nato un braccio di ferro fra i difensori degli alberi e le autorità, che hanno imposto l’eradicazione non solo delle piante infette, ma anche di quelle sane in un raggio di cento metri, radendo così al suolo ettari di campagne dove solo qualche pianta era malata. Finché non li ha fermati la Procura di Lecce, sequestrando  gli ulivi malati e impedendone l’abbattimento fino alla chiusura dell’inchiesta: sembra infatti, da una perizia tecnica, che non sia sufficientemente provato che sia la Xylella da sola a causare la morte degli ulivi, ma che ci siano anche altre cause. Sembra inoltre che la Xylella sia presente in Puglia da molto tempo, tanto da essere mutata in ben nove ceppi diversi. Insomma, i dubbi sono più delle certezze.
Prima e meglio dei periti giudiziari, però, ad aprirmi gli occhi è un mio amico contadino: «Ma quale batterio, ma quale epidemia, la vera malattia è l’incuria!» Il mio amico sa di cosa parla: vignaiolo fin da bambino, ha passato una vita (settanta gagliardissimi anni) a tirare su le parracine, i muretti a secco dei vigneti collinari, rimettendoli in sesto ogni volta che un temporale li scompigliava, per prevenire frane e smottamenti. «Io ci sono stato più volte in quelle campagne pugliesi -dice- ed è un abbandono totale. Il terreno non è mai curato, quel poco di lavoro che fanno lo fanno con trattori e diserbanti, per anni mai una bella zappata, una concimazione col letame, una bella potatura accarezzata... poi tutto insieme tagliano con la motosega, così gli alberi soffrono, e poi si meravigliano se si ammalano». Saggezza popolare: gli esperimenti scientifici più recenti sono arrivati alla stessa conclusione.
Del resto la prova ce l’ho sotto gli occhi. Quando guardo fuori dalla finestra della mia casa di Ischia, vedo una bella palma ondeggiare nel vento. Qualche anno fa, all’epoca dell’infestazione del punteruolo rosso (altro “killer”, ricordate?) era stata data per spacciata, le foglie tutte secche. Ma fu testardamente curata e potata, anche se tutti dicevano che non c’era nulla da fare, e ora sfoggia una bella chioma verdeggiante. Il tronco ha una forma strana, con un rigonfiamento e una strozzatura, ma lei è viva e lo sarà ancora per un bel po’.
Quanto alle eradicazioni a tappeto, a me sono sembrate dal primo momento un’assurdità. Mi ricordano quel film, Virus letale, in cui Dustin Hoffman e Donald Sutherland (militari statunitensi) per bloccare un’epidemia distruggono un villaggio africano, e poi dopo vent’anni il virus rispunta fuori in una cittadina americana e non si sa come combatterlo. Sutherland vorrebbe distruggere la città, ma viene fermato giusto in tempo da Hoffman che, indagando nel centro dell’epidemia, scopre finalmente come curarla. Distruggere l’epicentro di un’epidemia è pericoloso perché proprio lì si trovano le risposte alle domande di chi cerca una cura.
 
Superficialità, incuria, abbandono: eccolo dunque il legame fra la vicenda degli ulivi trafugati e questa della Xylella. Se provi a trafugare una pianta dal vigneto del mio amico contadino, devi vedertela con lui, perché le conosce e le cura una per una. «Siente a mmé -dice- le malattie in campagna ogni tanto vengono, e molte piante muoiono, però se la terra è sana la malattia passa, le piante che non muoiono si riprendono, e in qualche anno tutto torna come prima».
 
Certamente malattie e infestazioni delle piante si sono fatte più frequenti e violente negli ultimi anni, probabilmente a causa dei cambiamenti climatici (provocati da noi) e della cattiva globalizzazione (anche quella colpa nostra) che insieme alle merci fa viaggiare per tutto il globo patogeni un tempo isolati in piccole aree. Ma questo significa solo che dovremo imparare ad avere più cura della terra. Molta di più.

giovedì 16 maggio 2013

Cerchiamo i Monumenti della Natura

Gli alberi e noi, con Legambiente Isola d'Ischia e con il magazine turistico Ischia News ed eventi, inizia la campagna di sensibilizzazione “Cerchiamo i Monumenti della Natura”, per individuare alberi di notevole interesse storico e/o naturalistico, grazie alla collaborazione dei cittadini.
“Cerchiamo i Monumenti della Natura” si ispira all’omonima campagna condotta da Legambiente Sicilia a partire dal settembre 2005, che ebbe come risultato la mappatura di oltre 200 alberi monumentali sul territorio siciliano, solo nel primo anno d’indagine, con la produzione di una cartina su cui erano indicati, uno per uno, tutti i luoghi che ospitavano i patriarchi verdi.
Il territorio dell’Isola d’Ischia è, come si sa, ricchissimo sia di biodiversità e di particolarità naturalistiche, sia di tracce di una storia che risale agli antichi Greci. Tuttavia i “segni” di tutto questo sono poco leggibili sul territorio perché poco valorizzati, ignorati o addirittura cancellati da una cattiva gestione. Valorizzare gli alberi monumentali è un modo di contribuire a un’inversione di tendenza.
Il primo passo della campagna “Cerchiamo i Monumenti della Natura” consiste nell’individuazione e segnalazione dei monumenti verdi, tramite la compilazione di una scheda che Legambiente distribuirà in tutte le proprie iniziative nel prossimo anno, e che dovrà poi essere restituita a Legambiente stessa, a mano o via e-mail
(ischialegambiente@gmail.com).
La scheda può anche essere compilata online su Ischia News ed eventi (la trovate qui ).
Successivamente le segnalazioni saranno verificate ed elaborate per arrivare alla redazione di una mappa dei
monumenti verdi dell’Isola d’Ischia.
Saranno coinvolti nella ricerca anche gli alunni di diverse Scuole dell’Isola.

domenica 28 aprile 2013

Con Legambiente e Ischia News per la Pineta Mirtina

Mercoledì 24 aprile 2013,
Pineta Mirtina, Ischia (NA)

I bimbi delle Elementari arrivano, puntualissimi, alle 10. Per loro è soprattutto una giornata di festa, ma sono curiosi di scoprire cose nuove sui nostri amici alberi. Facciamo insieme un po' di giochi sensoriali per conoscere la Natura con sensi diversi dalla vista, poi parliamo un po' delle sensazioni che hanno provato e di quanto gli alberi siano importanti nella vita di tutti noi.
Nel frattempo sono arrivati i ragazzi del Nautico e già si predispongono per la piantumazione, preparano le targhette per le piantine aromatiche, discutono fra loro sul da farsi. Con loro facciamo un gioco di ruolo in cui si improvvisano boscaioli, falegnami,alberi vecchi e giovani. Cominciano a entrare nella logica del bosco e della sua complessità. Poi piantiamo insieme le piantine offerte gratuitamente dai vivai che sponsorizzano l'iniziativa.
Il Comune di Ischia ci aveva promesso assistenza e magari anche qualche alberello dai vivai comunali, invece non si è visto nessuno e le fontanine che dovrebbero servire per annaffiare sono chiuse. Ci tocca procurarci un secchio e prendere l'acqua dai bagni pubblici. Vergogna!
Nonostante questo la giornata procede come un treno. I ragazzi, inizialmente esitanti, si entusiasmano e si danno da fare con alacrità, mentre i più piccoli disegnano al giornata e la raccontano con brevi scritti.
Teleischia riprende tutto, intervista educatori e ragazzi, la gente saprà che c'è qualcuno a cui importa la sorte di questo posto.
Il professor Sollino, studioso della Natura isolana e grande amico della Pineta Mirtina, ci raggiunge verso mezzogiorno e spiega ai ragazzi l'importanza di questa pineta nata su un lembo di lava a pochi passi dal mare, prezioso polmone verde e serbatoio di biodiversità. Ci racconta la riscoperta della Sorgente Mirtina, proprio al centro della pineta e la  trasformazione della pineta stessa in parco aromaterapico, e il successivo abbandono.
Gli adolescenti non sono sprovveduti come qualcuno crede. I loro commenti sono precisi e pungenti.
Legambiente Isola d'Ischia e Ischia News ed Eventi (magazine turistico con un'encomiabile vocazione ecologica) hanno voluto questa giornata ecologica per sensibilizzare i cittadini e le Autorità sullo stato del verde in quella che, un tempo, era chiamata "l'Isola Verde" e che oggi è sempre più vittima di un turismo dissennato e, tutto sommato, anche poco redditizio.
Chi non rispetta gli alberi e la loro antica dignità sicuramente non è un buon cittadino. Probabilmente inquina il mare, l'aria e la terra, danneggia il territorio, non differenzia i rifiuti e non fa un uso sostenibile dell'acqua e dell'energia.
Chi non rispetta gli alberi non comprende il legame, la Rete della Vita che ci unisce agli altri esseri viventi.
Chi non rispetta gli alberi e la Natura è autolesionista perché se laceri il tessuto della vita sarai anche tu a sanguinare, presto o tardi.
Chi non rispetta gli alberi uccide anche te. Digli di smettere.

L'appello di Legambiente e Ischia News per la Pineta Mirtina:

Perché la Pineta Mirtina

 

Situata a pochi passi dal mare, in una zona fortemente urbanizzata, la Pineta Mirtina costituisce un importante polmone verde per il centro abitato del Comune di Ischia.

Essa fa parte di un’area più ampia, piantumata nel 1850 ad opera di Giovanni Gussone, botanico della Corte borbonica, per ricolonizzare la colata lavica dopo l’ultima eruzione vulcanica, verificatasi nel 1300.

Divenuta Parco pubblico alla fine degli anni ’70, ha vissuto vicende alterne a causa di varie infestazioni (Processionaria, Marchalina Hellenica, Blastofago) e di cure non sempre costanti.
Ciononostante si tratta di un prezioso serbatoio di biodiversità, dove oltre ai Pini si trovano moltissime piante della macchia mediterranea: Corbezzoli, Eriche, Euforbie, Filliree, Mirti...

Proprio da questi ultimi prende il nome la sorgente Mirtina, situata al centro della pineta, la cui acqua in passato veniva imbottigliata e venduta.

Nel 2007, raccogliendo il suggerimento del Prof. Giuseppe Sollino e dell’Arch. Antonello Monaco (vedi: La Pineta Villari, un’oasi aromatica immersa nel verde dell’isola, in “La Rassegna d'Ischia”, 2/2004, pagg. 15-20), il Comune di Ischia riqualificò la pineta trasformandola in “Parco idro-aromaterapico”. La Sorgente Mirtina fu canalizzata in diverse fontane e furono piantate numerose essenze aromatiche fra cui Mirto, Alloro, Salvia, Lavanda, Rosmarino. Fu inoltre creata un’arena nella quale si sono poi svolte, per diversi anni, manifestazioni culturali di vario tipo, incluso il festival Ischia Jazz. 

Oggi la Pineta Mirtina è nuovamente abbandonata. Le piante aromatiche sono quasi tutte seccate e frequenti proteste dei cittadini lamentano presenza di rifiuti. E’ un vero peccato che un bene così prezioso venga lasciato degradarsi, ma siamo ancora in tempo. 

L’iniziativa di Legambiente e Ischia News, pur senza pretendere di essere risolutiva, vuol essere uno stimolo, un primo piccolo passo concreto per segnalare a tutti la necessità di prendersi cura di questa splendida area.

Altri articoli sull'argomento in Ischia News ed eventi:
http://www.ischianews.com/it/attualita/ambiente/2090-amala-per-raccontarla.html
http://www.ischianews.com/it/attualita/ambiente/2089-perche-gli-alberi.html




 

martedì 26 giugno 2012

A scuola dagli alberi... con passione

Anna Cassarino, artista, educatrice, scrittrice,  grande amante degli alberi, ha accettato di raccontare la sua esperienza a Gli alberi e Noi. Ecco il suo contributo:

Conoscere è il primo passo per amare e chi ama davvero sa rispettare e comportarsi nel modo giusto. Ma come è possibile farlo con ciò che non si conosce? Ecco perché, non potendone più di vedere la natura esclusa dalla cultura generale, ho deciso di far qualcosa di concreto perché le cose cambiassero. Per tutta la vita ho sperimentato che quando si hanno buone idee, passione, pazienza e coraggio si può fare molto. I soldi vengono dopo. Dovevo dimostrarlo, per non sentirmi soffocata da una società parolaia e non di parola.
Così ho creato il primo abbozzo del progetto di formazione alla natura che avevo in mente ed ho venduto la mia casa per finanziare gli anni in cui avrei avuto solo spese. Avrei viaggiato continuamente, così da vedere, capire, sperimentare, raccogliere, elaborare e diffondere. Per nove mesi ho  percorso  vari Paesi tropicali, pensando di restare in quello che mi avrebbe risposto meglio. Poi sono tornata in Italia, perché una donna sola, se da noi trova molti ostacoli, lì ne trova di più. Ho comperato un camper, ideale perché elimina una gran quantità di spese e di disagi in un colpo solo, offrendomi la libertà di cui avevo bisogno.
Anna accanto al camper con cui gira l'Europa
insegnando l'amore per gli alberi e la Natura
Ho dato al progetto il nome A SCUOLA DAGLI ALBERI perché ritengo gli alberi maestri di vita, ma ho affiancato anche  tutto ciò che interagisce nell'ambiente: animali, fenomeni naturali e animo umano. Altrimenti non si riesce ad avere una visione d'insieme e c'è un grande ostacolo alla comprensione delle cose. Per rendere piacevoli e comprensibili argomenti che di solito sono trattati in modo troppo tecnico, ho usato la forma narrativa. Per mettere in grado chiunque di cominciare  a conoscere l'argomento senza spese e spostamenti, ho creato il sito internet: www.ascuoladaglialberi.net.
Dato che parlo e scrivo in francese, spagnolo, inglese e tedesco, ho fatto l'interprete e la guida turistica di Firenze a tempo parziale per anni, ma era il lavoro artistico quello che nutriva davvero la mia vita interiore, insieme alla lettura, allo studio, alla riflessione che mi permetteva di rispondere alle tante domande che mi sono fatta fin da piccolissima. Ho voluto far nascere lo stesso desiderio nelle persone, facendo scoprire loro la straordinaria creatività e bellezza della natura a cui ci si può ispirare sempre. Il modo in cui funziona la rende molto più affascinante del suo già attraente aspetto e fa capire che, venendo da lei, facciamo parte di un insieme straordinario. Non ci sentiamo più soli né impotenti, perché possiamo riconoscere nelle sue tante modalità, qualcosa di noi.
E' difficile convincere la gente di queste cose, quando c'è un martellamento continuo in senso contrario. Io, però, continuo a scoprire cose bellissime, a scrivere, a raccontare le "favolose storie vere della natura" che ho messo dentro i miei libri, con pazienza. Fare le cose per piacere anziché per dovere dà risultati infinitamente migliori, ma arrivarci richiede tempi lunghi, come tutte le cose che valgono.
Anna Cassarino

domenica 10 giugno 2012

Alberi Monumentali parte II: Un tesoro genetico


Negli anni ’80 il Corpo Forestale dello Stato condusse una lunga ricerca su tutto il territorio nazionale per individuare gli alberi “di notevole interesse", schedando oltre 22.000 alberi “di particolare interesse”, selezionati poi fino ad individuare 2.000 esemplari “di grande interesse” e, fra di essi, 150 che presentavano un eccezionale valore storico o monumentale.

“Il censimento – si legge ancor oggi sul sito del CFS - non ha interessato gli alberi come categoria vegetale, o come risorsa economica, ma singoli soggetti arborei che hanno una propria "individualità" per essere eccezionalmente vecchi, per essere stati protagonisti di episodi storici o per essere legati alla vita di grandi uomini”…

Alcuni degli alberi individuati avevano età venerande che superavano i 2000 anni, altri erano legati a eventi storici ormai lontani nel tempo, come il “Castagno dei Cento Cavalli”, l’albero monumentale più famoso d’Italia, che si trova in Sicilia.

Scopo ulteriore dell’indagine era individuare alberi particolarmente sani e resistenti, “esemplari che hanno vinto tutte le selezioni naturali e sono campioni olimpionici della lotta per la vita intesa in termini darwiniani”, e di riprodurli nei vivai forestali, per avere una popolazione di alberi eccezionalmente resistenti e longevi. Si tratta quindi di un patrimonio di geni “forti”, derivante da individui sopravvissuti alle più tremende calamità naturali e alle violenze dell’uomo. Un’enorme ricchezza, che è importante non disperdere nel momento in cui la pressione della nostra specie sull’ambiente si fa sempre più forte.

L’inchiesta del Corpo Forestale, tuttavia, individuò solo una piccola parte degli alberi monumentali d’Italia. Successivamente altre ricerche furono condotte in diverse regioni, a cura delle Regioni stesse o di altri Enti. La più interessante di queste fu condotta da Legambiente Sicilia a partire dal settembre 2005, ed ebbe come risultato la mappatura di oltre 200 alberi monumentali sul territorio siciliano, solo nel primo anno d’indagine, con la produzione di una cartina su cui erano indicati, uno per uno, tutti i luoghi che ospitavano i patriarchi verdi. L’aspetto più interessante di questo lavoro sta nel fatto che esso sia stato inserito in una campagna, “Salvalarte”, che l’associazione ambientalista dedica solitamente a ricerche sui beni culturali e i monumenti dimenticati: in questo modo le ragioni naturalistiche e quelle storico-culturali si sono saldate insieme.

Gli alberi sono una parte così importante della nostra vita e della nostra civiltà che non dovremmo avere bisogno di monumenti per ricordarci di prendercene cura. Ma i “monumenti verdi” ci sono, e oltre che utili sono bellissimi.





La Regione Campania è in ritardo rispetto alle altre Regioni nell’opera di mappatura degli alberi monumentali. Anche nell’elenco del CFS risultano pochissimi esemplari, eppure ce ne sono tanti, sparsi qua e là sul territorio, nei boschi o in pieno territorio urbano, come il Platano di Lamartine che spicca in mezzo al traffico sul porto di Ischia… chissà quanto c’è ancora da scoprire!!!

lunedì 9 gennaio 2012

Alberi monumentali parte prima – Gli alberi e la memoria

Accadde il 23 maggio 1992, lo stesso giorno della strage di Capaci, quando furono assassinati Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della loro scorta. Alla notizia della strage, spontaneamente le persone cominciarono a radunarsi sotto casa di Falcone, in un primo momento in cerca di notizie più precise di quelle dei media, poi per dimostrare a quegli eroi civili la propria solidarietà e il proprio cordoglio. Accanto al portone cresceva una giovane pianta di ficus, che presto si ritrovò coperta di foglietti contenenti messaggi di cittadini che con quel semplice gesto si ponevano dalla parte dei servitori dello Stato uccisi e contro la mafia.

Sono trascorsi vent’anni e  l’ “Albero Falcone”, come affettuosamente lo chiamano i palermitani, non ha smesso per un attimo di essere ricoperto di messaggi. E’ impossibile passare di lì e non vederlo. E’ impossibile vederlo senza ricordare. E’ impossibile ricordare senza pensare.    Gli alberi hanno spesso, per noi umani, un forte legame con la memoria, forse perché molti di essi vivono assai più a lungo di noi. Gli alberi vecchi, oltre alla memoria genetica della loro specie, conservano quindi anche quella delle comunità umane. Ci sono alberi piantati apposta per ricordare, come quelli del giardino dei Giusti a Gerusalemme, o come quelli di tutti i nostri cimiteri, che sembrano pacificare le anime addolorate per la perdita di una persona cara dandoci il senso del fluire eterno della vita. Ci sono poi alberi che si sono trovati per caso ad essere testimoni di eventi storici, o che hanno avuto la ventura di incontrare personaggi famosi, come il Pino di Garibaldi o il Platano di Lamartine. Ci sono anche alberi che pur non essendo stati al centro di eventi straordinari o accanto a persone famose, conservano il ricordo di sagre antiche, di raduni di contadini prima delle fatiche dei campi, o segnano un incrocio dove un tempo i mercanti si incontravano per scambiare le loro merci. Ogni albero, anche il più umile, porta le tracce della vita della comunità umana che lo circonda, e  quanto più è vecchio, tanto  più è depositario della storia di quella comunità.
Ragazzi lasciano un messaggio di legalità sul ficus di Falcone
(continua nel prossimo post)